La mia ricerca si sviluppa in forma multidisciplinare e si concentra sull’antropologia, sugli archetipi, sui simboli e sui modi in cui la conoscenza individuale e collettiva influenza lo stato mentale dell’individuo. Il mio lavoro nasce da un intreccio tra pratiche rituali, magia popolare e trasmissione intima dei gesti familiari, e abita un territorio poroso tra sfera privata e collettiva. Il racconto che ne emerge è un universo ignoto e al tempo stesso riconosciuto, che mescola il passato e il presente, la magia popolare con la terra rozza, e l’alienazione con l’incanto.

Attraverso elementi ereditati e dispositivi partecipativi trasformo esperienze personali in rituali condivisi, dove l’intimità diventa strumento antropologico ed estetico e politico. La mia pratica indaga la dispersione del soggetto e lo smarrimento dell’individuo all’interno di un loop trascendentale, restituendo a chi osserva uno stato fisico e sensoriale che lo coinvolge direttamente nel processo narrativo.